Una delle agevolazioni per le aziende previste dalla Legge di Bilancio 2025 è legata agli investimenti in ambito di ricerca e sviluppo.
L’incentivo a investire in ambiti come innovazione tecnologica, economia circolare, design e ideazione estetica viene erogato sotto forma di credito d’imposta i cui parametri variano in base alle attività a cui si riferiscono.
Vediamo nello specifico come poter accedere al credito d’imposta.
Entità e limiti del credito d’imposta per tipologia di attività
Il credito d’imposta “Ricerca e sviluppo” si articola in diverse misure e massimali a seconda della natura dell’attività. Vediamo nel dettaglio le aliquote e i limiti previsti:
- in relazione alle attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, fino al 31 dicembre 2031, il credito d’imposta è pari al 10%, nel limite massimo annuale di 5 milioni;
- per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, fino al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5%, nel limite annuale di 2 milioni;
- per ciò che concerne le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, fino al 31 dicembre 2025 il credito d’imposta è pari al 5%, nel limite massimo annuale di 4 milioni;
- per le attività di design e ideazione estetica finalizzate a innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali (linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti), fino al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5%, nel limite massimo annuale di 2 milioni.
Il credito d’imposta ricerca e sviluppo, che non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’IRAP, è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo.
Spese ammissibili al credito d’imposta: un elenco dettagliato
La normativa definisce con precisione le categorie di spesa che danno diritto al credito d’imposta per attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design. Di seguito sono elencate le voci ammissibili.
Per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, le spese ammissibili sono:
- personale (spese relative a ricercatori e tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto, direttamente impiegati nelle operazioni di R&S);
- quote di ammortamento relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo;
- contratti di ricerca extra muros aventi per oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
- quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale;
- servizi di consulenza ed equivalenti inerenti alle attività di R&S ammissibili;
- materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di R&S ammissibili;
Per le attività di innovazione tecnologica le spese ammissibili sono relative a:
- personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nelle operazioni di innovazione tecnologica svolte internamente all’impresa;
- quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di innovazione tecnologica;
- contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di innovazione tecnologica ammissibili;
- servizi di consulenza ed equivalenti inerenti alle attività di innovazione tecnologica ammissibili;
- materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di innovazione tecnologica;
Per le attività di design e ideazione estetica le spese ammissibili sono:
- personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto, direttamente impiegato presso le strutture produttive dell’impresa nello svolgimento delle attività di design e ideazione estetica ammissibili;
- quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta, compresa la progettazione e realizzazione dei campionari;
- contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di design e ideazione estetica ammissibili al credito d’imposta;
- servizi di consulenza ed equivalenti utilizzati esclusivamente per lo svolgimento delle altre attività innovative ammissibili;
- materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di design e ideazione estetica ammissibili al credito d’imposta.
Come ottenere il credito d’imposta: documentazione richiesta e procedure da seguire
Il credito d’imposta viene riconosciuto solamente a seguito di certificazione da parte del revisore legale dei conti che attesta l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili.
Per le imprese non obbligate alla revisione legale, la certificazione dovrà essere rilasciata da un soggetto iscritto nella sezione A del registro dei revisori legali di cui all’art. 8 d.lgs. 39/2010. Le spese sostenute dalle imprese per la redazione di tale certificazione aumenteranno l’importo del credito d’imposta riconosciuto sino ad un massimo di 5.000 euro.
Altro documento che le imprese sono tenute a redigere è la relazione tecnica asseverata che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sotto progetti in corso di realizzazione. Tale relazione deve essere predisposta a cura del responsabile aziendale delle attività ammissibili o del responsabile del singolo progetto o sotto progetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Per le attività ammissibili commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che esegue le attività.
Inoltre, segnaliamo che, ai fini della fruizione delle agevolazioni in oggetto, le imprese sono tenute a comunicare preventivamente, in via telematica, l’ammontare complessivo degli investimenti che intendono effettuare, nonché la presunta ripartizione negli anni del credito e la relativa fruizione.
ATTENZIONE: Il presente documento ha un contenuto di carattere generale e ha lo scopo di fornire al lettore le informazioni più rilevanti degli argomenti che si vanno a trattare, pertanto non può sostituirsi ad una consulenza o parere fiscale specifico.

